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| In via Barbaroux c'è bisogno di un restauro

Un piano di recupero per il palazzo in via Barbaroux 28, angolo via Botero 7, a Torino. E' stato "costretto" a prevederlo il Consiglio comunale, approvando ieri sera una deliberazione ad hoc, visto l'attuale stato di degrado dell'immobile (che si trova proprio a pochi metri da Palazzo Civico) e data l'inerzia della proprietà.

I vari proprietari degli appartamenti non hanno infatti sinora trovato un accordo per procedere con i lavori di restauro. Ora, in forza del documento approvato dalla Sala Rossa, saranno obbligati a recuperare l'immobile, inserito nella zona urbana centrale storica di Torino e classificato come edificio di rilevante interesse storico-architettonico e di notevole pregio. Nella foto: Angelo Pombia


Androni, scale, facciate e cortile andranno quindi riqualificati dai legittimi proprietari, il 75% dei quali dovrà presentare il Piano di recupero entro due anni e approvarlo entro 3 anni.

In caso contrario, il Comune di Torino potrà predisporre e attuare il piano di recupero anche in via coattiva. Così come già accaduto in passato, ad esempio, per i primi due isolati di via Nizza vicino a corso Vittorio Emanuele II e a Borgo Dora (dove gli immobili sono stati espropriati e messi in vendita tramite un'immobiliare). Se la Città di Torino dovesse intervenire, il piano di recupero, specifica la deliberazione approvata, verrà attuato "con particolare tutela e attenzione ai soggetti socialmente ed economicamente deboli e delle attività legittimamente presenti nell'immobile".
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