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Beckham al Milan?
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In un'intervista alla Gazzetta dello Sport, l'a.d. del Milan non nasconde di volere trattenere l'asso britannico: "Lavoriamo per tenerlo e credo piacerebbe anche a lui. Il secondo posto? Non mi basta"

MILANO, 3 febbraio 2009 - Diciamo che sogna un derby deciso da una punizione di Beckham? "Guardi, il derby è il meno. Il problema sono le partite che vengono prima e quelle che vengono dopo. Il derby non mi fa paura, nel 2008 ne abbiamo vinti due. Eppure l’Inter ha accumulato tantissimi punti più di noi". Adriano Galliani gioca a nascondino, soprattutto quando si parla di David Beckham. I tifosi del Milan sono sempre più innamorati dell’inglese e la faccia da bello del cinema c’entra poco: piuttosto c’entrano i gol, gli assist, la corsa. "Ma David è un giocatore del Los Angeles Galaxy, non possiamo mica rapirlo".
Però anche lui vuole restare.
"Credo di sì, ma io posso parlare solo di quello che vorrebbe fare la società e il Milan farà di tutto per avere Beckham anche dopo marzo: è evidente che c’è la nostra volontà di tenerlo fino a fine stagione o anche a titolo definitivo. Una speranza c’è, ma i contratti vanno onorati: se il Galaxy vorrà intavolare una trattativa, saremo ben felici di provarci. Ma i patti sono chiari, hanno ragione loro. Il 9 marzo Beckham deve tornare in America. Aspettiamo".
Pensare che le davano del collezionista di figurine: dopo le cinque partite di Beckham sente di essersi preso una rivincita?
"Il 23 febbraio saranno 23 anni che faccio l’amministratore delegato del Milan e ho imparato una cosa: il destino di un dirigente è legato alle motivazioni del giocatore più che al suo operato. Alle motivazioni e a tanti altri avvenimenti che fanno parte della vita quotidiana. Se Senderos arriva e si rompe un dito del piede e poi incontra difficoltà è un acquisto sbagliato, se Beckham arriva e si inserisce bene e fa più del previsto io sono un genio: non credo sia vera la prima sentenza e nemmeno la seconda".
Ma l’effetto Beckham esiste...
"Esiste e lo capiamo anche dalle tante richieste di giocare in amichevole che riceviamo, ma non è soltanto la sua presenza ad attirare gli altri club. Abbiamo un gruppo di stelle e alla gente piace vedere i film con i grandi attori".
Riguardo a tutte queste amichevoli, vi arriva anche qualche critica.
"Siamo fuori dalla coppa Italia, abbiamo deciso di giocare quando le nostre avversarie dirette sono impegnate con la coppa Italia: non vedo il problema".
A proposito di avversarie dirette, è stupito del crollo della Juve?
"Non ci sono crolli e controcrolli: il campionato va visto nel suo insieme e la Juve è terza in classifica".
Allegri è il nuovo allenatore-fenomeno: le piace?
"Molto. Il Cagliari corre e gioca bene, lui è bravo e ha il physique du role".
L’Inter si può prendere?
"Non so come finirà per lo scudetto, ma so che queste tre squadre, Inter Milan e Juve, lotteranno fino alla fine, con l’Inter favorita, e ci sono altre squadre che stanno facendo benissimo, come il Genoa che è a 40 punti. E certo io non sono soddisfatto del secondo posto: la rosa del Milan non ha niente da invidiare a quella dell’Inter e a quella della Juve, con tutto il rispetto. Abbiamo un organico di prim’ordine e già a luglio abbiamo detto che la missione per questa stagione era lo scudetto".
Ma lei immaginava, dopo il pareggio di mercoledì, una ripresa così immediata del Milan in classifica?
"Io mercoledì ero nervoso per altri motivi con il mio amico Carletto, il pareggio con il Genoa non c’entra".
Ce l’aveva con i cambi dell’allenatore?
"Cose nostre. Del silenzio non ci si pente mai".
E’ vero che c’è stato bisogno di qualche discussione per inserire Beckham nella lista Uefa?
"No".
Che cosa pensa dei fischi dei tifosi a Seedorf?
"Seedorf ha una forza interiore che gli consente di superare qualsiasi cosa, ma i tifosi che lo fischiano sono molto ingenerosi verso Clarence e verso il Milan, che non ha mai fatto grandi partite senza il contributo determinante di Seedorf. Il Milan può giocare male se Seedorf gioca bene, ma non può accadere il contrario, non può mai giocar bene se lui gioca male. Se Clarence non è al massimo va aspettato, perché quando è al top è un campione inarrivabile, al livello degli altri nostri grandi attaccanti".
Pato sta dando quanto vi aspettavate?
"Pato è ancora un ragazzino, ha un talento straordinario e lo sapeva mezzo mondo, già prima che arrivasse al Milan".
Ronaldinho sembra intristito.
"Dobbiamo recuperarlo a ogni costo. E’ un grande talento e nel girone di andata ci ha dato una bella mano. Mi rendo conto che serve qualche invenzione tattica per farlo convivere con Pato, Kakà, Seedorf, che sono altri campioni straordinari, ma Ronaldinho è un patrimonio del calcio mondiale e va salvaguardato. Il nostro Carletto dovrà pensarci, dovrà studiarsi qualcosa".
E mentre l’allenatore studia, il Milan ha fatto un altro passo avanti.
"L’altra sera, a Roma, ho avuto un flash: Ambrosini che segna alla Lazio, nella stessa porta, un gol di testa molto simile. Era il 2004. E a Bologna mi sono ricordato di Abbiati in porta, dieci anni fa: abbiamo vinto la prima di andata a Bologna con lo stesso punteggio e anche quella volta alla fine fu scudetto. Per ora mi aggrappo ai corsi e ricorsi storici. Poi vedremo".

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Dopo l'amichevole in casa dei Glasgow Rangers (2-2: a segno Pato e Kakà), l'inglese comunica la sua volontà: "Ho un contratto con il Galaxy, ma spero che le due società trovino l'accordo. Rimanere in rossonero sarebbe la soluzione migliore per il mio futuro in Nazionale"

GLASGOW (Scozia), 4 febbraio 2009 - "Ho un contratto con il Los Angeles Galaxy. Ma il mio desiderio è quello di restare al Milan e spero che le due società trovino l'accordo. Ho scoperto un grande feeling con l'ambiente e ora mi piacerebbe rimanere in Italia. Il Milan è fondamentale per continuare a mantenere questo livello e per poter giocare con l'Inghilterra. Questa per me è stata una serata molto bella, di gran calcio, un modo per rivivere il calcio britannico che per anni ho frequentato". David Beckham dopo l'amichevole di Glasgow con i Rangers rompe gli indugi e svela il suo desiderio. Evidentemente la voglia di giocare i Mondiali 2010 da protagonista e di vincere un ultimo trofeo prestigioso hanno avuto la meglio sui dollari della Major League americana. Ora la palla passa ai legali del Milan, che dovranno convincere il Los Angeles Galaxy a cedere la loro stella.
LA PARTITA - "Siamo fuori dalla Coppa Italia e pensiamo che queste amichevoli possano essere utili". Adriano Galliani avrà certamente ottimi motivi per pensarlo, anche se le indicazioni nel 2-2 di Glasgow sono state davvero poche. Che Pato e Kakà fossero due campioni si sapeva da tempo, per il resto altri chilometri di rodaggio nel tachimetro di Thiago Silva (più ombre che luci per lui), debutto sulla fascia destra per l'altro brasiliano Mattioni, l'occasione per chi gioca poco di mettersi in mostra. Riuscita peraltro solo in parte.
DUE TITOLARI - Carlo Ancelotti, da tecnico preparato e uomo saggio qual è, non rischia le preziose gambe dei suoi titolari e ne propone solo due dall'inizio, Pirlo (che sarà squalificato con la Reggina) e un Beckham che si limita all'ordinaria amministrazione. Anche i Rangers, squadra dai limiti tecnici fin troppo evidenti, danno spazio ad alcune seconde linee. Shevchenko ormai non fa più paura a nessuno, mentre Inzaghi non abbina alle motivazioni, sempre alte, una grande lucidità. Ronaldinho prova a incidere, ma si limita a un palo esterno su punizione al 25'. L'unico lampo di un primo tempo che scivola via senza troppi scossoni.
QUALCHE LAMPO - Ancelotti nella ripresa inserisce anche Seedorf e Kakà per Beckham e Dinho. L'atmosfera si mantiene freddina, in linea col nevischio che ha accolto le squadre in campo. Ronaldinho trova la barriera su punizione e Seedorf ha il mirino sballato. Quando tutto sembra avviato verso un tranquillo 0-0 Thiago Silva e Darmian sono imperfetti nella chiusura su Beasley, che si libera in area e batte Dida. Evidente l'errore soprattutto da parte del brasiliano. Poco dopo Pato, entrato per Sheva, non può esimersi dal segnare l'1-1 dopo una comica carambola tra i difensori dei Rangers, messi in difficoltà dalla percussione di Kakà sulla sinistra. La partita prende un minimo di tono: Inzaghi si fa murare da Alexander, prima che Kakà dia un saggio della sua classe firmando il 2-1 dopo una percussione centrale e un destro imparabile. Ultimo brivido al 36', quando Papac si infila in area dalla sinistra e batte Dida per l'ecumenico 2-2 finale.

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L'a.d. del Milan conferma la volontà del giocatore di proseguire l'esperienza in rossonero: "Speriamo di prenderlo in prestito fino al termine della stagione o a titolo definitivo. Ronaldinho? Spiace, ma l'assetto tattico sta andando bene". Ancelotti: "Con David la rincorsa allo scudetto sarebbe più facile"

MILANO, 4 febbraio 2009 - Carlo Ancelotti ne è convinto: con David Beckham "la rincorsa allo scudetto sarebbe più facile". Lo ha affermato questa mattina alla Malpensa, poco prima di imbarcarsi alla volta di Glasgow dove questa sera il Milan affornterà in amichevole i Rangers.
SOGNI COMUNI - Ma non è solo Ancelotti a sognare un Beckham rossonero in pianta stabile. Lo stesso fuoriclasse inglese ha intenzione di prolungare la sua esperienza al Milan. La conferma arriva da ADriano Galliani. "I legali di Beckham stanno parlando con il Los Angeles Galaxy - ha detto l'a.d. -. Il club statunitense è il legittimo proprietario del cartellino del giocatore, se sono disponibili a intavolare una trattattiva siamo pronti".
PRESTITO - Insomma, tutto dipende dal club statunitense. Galliani è chiaro e realista: "Il giocatore è del Galaxy, ci auguriamo che decidano di cederlo; se dovessero dire che è un giocatore loro dispiacerebbe, ma speriamo di prenderlo in prestito fino al termine della stagione o a titolo definitivo. Altrimenti, con grande dispiacere dovrebbe ripartire e a partire dal sottoscritto mi dispiacerebbe moltissimo. I giocatori possono fare le loro scelte, ma i club possono dire di no ai loro desideri. Non mi sento di attaccare né di stigmatizzare il comportamento dei Galaxy che si sono comportanti bene. Stanno parlando gli avvocati, entro il 9 marzo si potrebbe trovare una soluzione, anche fino all'8 marzo sera...".
MISTERO RONALDINHO - Galliani ne ha approfittato anche per fare chiarezza sul momento non certo positivo di Ronaldinho: "Dispiace a tutti che sia in panchina, comunque l'assetto tattico sta andando bene, per cui vediamo cosa si può fare. Ronaldinho è un grande campione e lo ha dimostrato in questa stessa stagione, nel girone d'andata. Nessuno sta dicendo nulla su questo al nostro allenatore, troveremo delle soluzioni, intanto andiamo avanti cercando di fare più punti possibile".

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Il presidente Uefa contro il prestito di tre mesi dell'inglese ai rossoneri: "Perché allora non acquistare un giocatore solo per una partita o una finale?". Sul Mondiale 2018: "Lavorerò perché venga organizzato in Europa". Poi incorona Capello: "Ha vinto ovunque e in Sud Africa l'Inghilterra potrà far bene"

MILANO, 5 febbraio 2009 - Beckham, Beckham e sempre Beckham. L'ultima uscita sul trasferimento dell'inglese al Milan è di Michel Platini, presidente dell'Uefa, che esprime perplessità sulle modalità dell'approdo in rossonero dello Spice Boy.
TRE MESI - Nel mirino di Platini c'è la durata del prestito dell'ex Los Angeles Galaxy al Milan, inusuale per gli standard europei: "Il mio problema non è Beckham - racconta il presidente dell'Uefa -, ma è il Milan che acquista un giocatore per tre mesi. Perché allora non acquistare un giocatore per una partita? Per una finale allora se ne potrebbero acquistare anche cinque. E’ una situazione che dobbiamo valutare".
MONDIALE - Platini era a Londra, dove ha sponsorizzato la vittoria di una candidata europea nella corsa all'organizzazione del Mondiale 2018. Il Vecchio Continente ha ospitato in Germania l'edizione 2006, poi la rotazione (ora abolita) aveva portato la Fifa ad assegnare al Sud Africa la rassegna 2010 e al Brasile quella 2014. "Se la Fifa deciderà che il Mondiale dovrà essere in Europa non sarà un problema, perché allora tutti voteranno per noi. Il mio lavoro sarà convincere la Fifa che l'edizione 2018 dovrà essere in Europa perché dobbiamo tornare qui ogni tre edizioni". Tra le candidature ben 4 sono europee: Inghilterra, Russia, Spagna/Portogallo e Olanda/Belgio. Platini ha auspicato che le varie federazioni si mettano d'accordo per proporre una candidatura unica.
CAPELLO - Il presidente dell'Uefa ha detto di credere alla possibilità di una vittoria dell'Inghilterra ora che al timone c'è Capello: "Quando Fabio va da qualche parte non è certo per perdere - racconta Platini -. Ha vinto ovunque è andato e ha la capacità di fare molte cose e avere successo. L'Inghilterra ha buoni giocatori e lui capisce molto bene le situazioni, conosce i giocatori e sa perfettamente quello che deve fare. Finora è stato un grande successo e con i giocatori che ha a disposizione l'Inghilterra non è illogico pensare che possano fare qualcosa di buono al prossimo Mondiale".

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Rifiutati 10 milioni di dollari, ma si tratta



Il Los Angeles Galaxy avrebbe rifiutato un'offerta da 10 milioni di dollari avanzata dal Milan per trattenere David Beckham (nella foto Ap) oltre la scadenza del prestito in corso, il 9 marzo prossimo. Lo riferisce il "Los Angeles Times", che cita Tim Leiweke, proprietario del club californiano nonchè presidente e amministratore delegato del colosso industriale Aeg.
"Abbiamo appena ricevuto un'offerta. È stata respinta. Dobbiamo farla finita con la confusione, il circo e lo zoo", ha ironizzato Leiweke. Che comunque non ha fatto cifre. Il giornale "Se David rappresenta per la nostra squadra un elemento prezioso, noi lo rivogliamo indietro. Se ha la fame e la voglia di venire a darci una mano per le imprese che intendevamo realizzare sul terreno di gioco, ma che finora non abbiamo realizzato, allora costituisce un membro importante della nostra squadra ed è nostra intenzione riportarlo da noi", ha chiuso Leiweke.
Lo stesso Adriano Galliani prima di Milan-Reggina ha ammesso: "Noi abbiamo fatto un'offerta che i Galaxy non hanno accettato. È però positivo che almeno ci sia la disponibilità a trattare. Al momento siamo molto molto distanti. Abbiamo un mese di tempo e speriamo di avvicinarci".

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Comunicato del club: "Il commissioner della MLS aveva stabilito come termine il 13 febbraio per concretizzare l'eventuale passaggio al Milan, ma il tempo è passato e non abbiamo ricevuto alcuna offerta accettabile. Quindi lo aspettiamo di ritorno il 9 marzo". Ma Galliani è tranquillo: "Abbiamo ancora un mese davanti". Il portavoce: "Ne riparliamo da lunedì"

LOS ANGELES, 14 febbraio 2009 - l tempo per concretizzare un'eventuale trattativa è scaduto, e adesso non ci sono più margini per riprenderla: così David Beckham deve tornare al Los Angeles Galaxy dal prossimo 9 marzo. È questa la posizione espressa, con un comunicato diffuso anche sul sito del club californiano, dal tecnico del Galaxy Bruce Arena, ex c.t. degli Usa che nella squadra di Los Angeles fa anche il manager all'inglese, occupandosi quindi anche delle questioni di mercato. "Il commissioner della Major League Soccer Don Garber aveva stabilito come termine ultimo il 13 febbraio - ricorda Arena - per concretizzare l'eventuale passaggio di David Beckham al Milan, ma il tempo è passato e non abbiamo ricevuto alcuna offerta accettabile per il giocatore. Quindi David rimane un giocatore del Galaxy e lo aspettiamo di ritorno nel nostro club dal 9 marzo".
MILAN OTTIMISTA - In casa Milan, però, c'è grande tranquillità e la convinzione che la partita è tutt'altro che chiusa. "Vediamo cosa succederà fra un mese, per adesso lasciamo stare ogni discorso e pensiamo solo al derby di domani" si è limitato ad affermare un Adriano Galliani di ottimo umore e per nulla preoccupato. "David è concentrato sul derby di domenica - ha dichiarato a Bbc on line Simon Oliveira, portavoce del fuoriclasse inglese -. Ci occuperemo della questione all'inizio della prossima settimana".

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Il tecnico dei Los Angeles Galaxy, ormai rassegnato a rinunciare all'inglese fino a giugno, si sfoga con i media californiani: "Con tutto quello che è accaduto negli ultimi due mesi si potrebbe riempire una clinica"

MILANO, 4 marzo 2009 - Una vicenda da "ospedale psichiatrico". Ecco il giudizio di Bruce Arena sul caso Beckham, con tutte le sue sfaccettature di mercato e quelle legate al business che gira attorno all'inglese. L'allenatore dei Galaxy, che si trova a dover fare a meno del miglior giocatore a poche settimane dal via della stagione americana, ha espresso al Los Angeles Times il suo pensiero: "Ripensando a quello che è accaduto negli ultimi due mesi ci si potrebbe riempire un ospedale psichiatrico".
Adesso, però, la questione sembra essere arrivata a una svolta, con Beckham che rimarrà al Milan fino a giugno per poi tornare in California. Come voleva l'inglese, che anche dal Qatar ha lanciato ieri un messaggio al club statunitense. "Sono felice di essere al Milan - aveva detto lo Spice Boy- e ribadisco che mi piacerebbe rimanere in rossonero. Ho compagni straordinari, gioco in una delle squadre più forti del mondo e sono allenato da uno dei tecnici più forti". Sarcastico Arena: "Ovvio. Se non fosse così - ha concluso infatti l'allenatore dei Galaxy - il Milan sarebbe una delle società più stupide del mondo visto quanto spende...".

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Beckham al Milan sino a giugno



Lo sostengono fonti inglesi vicine al giocatore. L'ottimismo di Galliani
MILANO
Il lungo tira e molla è finalmente giunto all'epilogo: il giocatore inglese, arrivato in prestito ai rossoneri dai Los Angeles Galaxy, rimarrà in italia sino al termine della stagione. Lo sostengono fonti inglesi vicine al giocatore, anche se la società rossonera non si espone ancora ufficialmente.

L'annuncio potrebbe arrivare già nelle prossime ore: manca ancora la firma, ma traspare un certo ottimismo per la definizione dell'accordo.



«Non ci sono novità ma sono un poco più ottimista - dice Adriano Galliani - perchè stiamo andando avanti coi documenti che tra una correzione e l’altra stanno andando avanti tra noi e i Galaxy. Dovremmo esserci, non è ancora ufficiale ma siamo sulla buonissima strada. Non ci sono tempistiche».
Per Galliani «il giorno decisivo può essere oggi, domani o lunedì quando si firmerà, ma intanto David è qui e gioca con la maglia del Milan e questo è l’importante».

Con un Beckham in più i rossoneri possono magari risollevarsi. «Per il futuro sono sempre stato ottimista - continua Galliani - La mia diagnosi è chiara, abbiamo una serie di infortunati tali che senza questi giocatori siamo una squadra diversa. Mi sembra che tutte le squadre quando fanno giocare le seconde linee abbiano qualche difficoltà, ogni riferimento è puramente casuale. La partita di domenica contro l’Atalanta? Mi preoccupano tutte le partite e soprattutto tutti gli infortunati. Nesta, Kaladze, Gattuso, Ronaldinho, Borriello e forse sto dimenticando qualcuno. Chiunque decida se una squadra può tenere fuori sei o sette titolarissimi e avere lo stesso rendimento...».

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Adesso è ufficiale: il centrocampista inglese rimarrà in rossonero fino alla fine della stagione e tornerà al Los Angeles Galaxy solo in luglio. "Sono grato ad entrambe le società per avere fatto diventare realtà questo sogno"

MILANO, 8 marzo 2009 - David Beckham resterà al Milan fino alla fine della stagione (31 maggio) e tornerà al Los Angeles Galaxy solo in luglio. Il centrocampista inglese ed il Milan verseranno però nelle casse dei Galaxy "una cifra multimilionaria" che garantirà l’estensione del prestito, la cui scadenza era inizialmente stata fissata all’8 marzo. Il Galaxy chiedeva 10 milioni di dollari, il Milan ne offriva 3. Le cifra ufficiali dell’accordo non sono però note. Accordo che è così arrivato a pochissime ore da Milan-Atalanta, incontro della ventisettesima giornata del campionato di Serie A in programma questo pomeriggio a San Siro e che Beckham avrebbe comunque giocato. "Sono grato ad entrambe le società per avere fatto diventare realtà questo sogno", dice Beckham in un comunicato. "Mi sarà permesso di giocare nella stessa stagione al Milan e al Galaxy, con la possibilità di poter mantenere il mio impegno per la Major League Soccer e per lo sviluppo del calcio negli Stati Uniti, un aspetto che mi appassiona molto". L’annuncio arriva così a soli 5 giorni dalla chiusura del calciomercato della MLS. "E’ stato scritto molto su questa vicenda, ma la nostra intenzione è sempre stata quella di trattenete Beckham", dice il presidente dei Galaxy, Tim Leiweke. "Siamo felici che tornerà da noi, ma ci siamo resi conto che sarebbe stato molto importante permettergli di continuare la sua corsa con il Milan, una corsa molto importante".

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Il centrocampista dal ritiro della Nazionale di Capello esalta la sua esperienza in rossonero: "Giocare a Milano aumenta le mie chance di esprimermi ad alto livello. Le 125 presenze di Peter Shilton? Per ora non ci penso e vivo alla giornata". Intanto si prepara a superare Bobby Moore



WATFORD (Gb), 26 marzo 2009 - Da quando gioca nel Milan, David Beckham ha migliorato sensibilmente la sua condizione fisica e le sue chance di essere convocato nella Nazionale inglese, cosa che è avvenuta per la prossima amichevole contro la Slovacchia. Lo ha affermato oggi lo stesso fuoriclasse, che, se scenderà in campo sabato, diventerà il giocatore inglese - portieri esclusi - con più presenze in maglia bianca, superando le 108 di Bobby Moore.
ALTO LIVELLO - "Quando sono arrivato al club milanese il mio tasso di grasso era del 13,7%, oggi è dell'8,5. Dunque, credo che il principale beneficio che ne ho tratto sia una migliore condizione fisica", ha detto Beckham, in ritiro con la Nazionale inglese. "È sicuro: giocare a Milano aumenta le mie chance di esprimermi ad alto livello con la Nazionale. Si vedrà. Per il momento, ne approfitto, purché duri...", ha aggiunto.
IL RECORD DI SHILTON - Il centrocampista - che, se giocherà sabato, arriverà a 109 presenze in Nazionale - ha assicurato che non punta a superare le 125 del portiere Shilton. "Per ora non penso affatto al record di Peter, prendo le partite come vengono, perché so a quale velocità le cose possano cambiare", ha ammesso il trentatreenne rossonero, 33 anni, che con il trasferimento ai Los Angeles Galaxy aveva visto ridursi le possibilità di essere convocato da Fabio Capello. Ora è in prestito al Milan per il primo semestre 2009. Dopo l'amichevole di sabato con la Slovacchia, l'Inghilterra riceverà il primo aprile l'Ucraina, in una partita valida per la qualificazione ai Mondiali 2010. In testa al loro girone a punteggio pieno (12 punti in quattro partite), i Lions, in caso di vittoria, sarebbero praticamente certi di staccare il biglietto per il Sud Africa.

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Beckham: "Per stare qui ho rinunciato ai soldi"





Milano - Caro Beckham, qui non si parla di prima colazione né di glamour ma di calcio: ha sbagliato il primo cross dopo 51’ di Milan-Toro. Che le è successo?
«A volte capitano i momenti magici. Quello col Toro è uno di questi: mi riusciva tutto, anche a occhi chiusi».

Eppure è rimasto fuori due partite: motivo?

«Ho avuto un acciacco alla spalla e un dolore al tendine. La verità è che sono tornato dalla nazionale inglese affaticato, io conosco alla perfezione il mio fisico. Ancelotti è stato super nel capire al volo la mia condizione e nel farmi riposare. Mi ha fatto bene, come si è capito col Torino».

Adriano Galliani sostiene di non aver mai incontrato uno come Beckham che si è ridotto lo stipendio per giocare nel Milan: a quanto ha rinunciato?
«Non conosco la carriera dirigenziale di Galliani né eventuali precedenti del mio caso. Di una cosa però sono sicuro: ci sono molti calciatori in Europa e nel mondo che pagherebbero di tasca loro pur di giocare in un grande club come il Milan. Perciò ho fatto di tutto pur di restare a giocare qui fino al termine della stagione».

Nel calcio italiano c’è il rischio del razzismo? In Inghilterra come l’hanno sconfitto?

«Ho letto e sentito di Balotelli a Torino. Nella mia breve esperienza italiana non mi ero mai imbattuto in un episodio del genere. Il calcio sta cercando di eliminare il virus dagli stadi di alcuni Paesi e bisogna assecondare lo sforzo. Dalle mie parti c’è stata una poderosa campagna mediatica nella quale si sono spesi i personaggi più carismatici del settore: ha riscosso un grande successo. Bisognerebbe provare anche in Italia».

Ancelotti studia l’inglese e sfoglia la margherita: gli converrebbe andare al Chelsea?
«Quando sono arrivato a Milanello, Ancelotti era già sui libri a studiare. Ogni tanto provo a correggerlo, lui insiste con degli errori che mi fanno divertire molto. Sul Chelsea non sono in grado di dirgli granché: io sono un fan dichiarato del Manchester United, il club migliore al mondo».

Inzaghi ha detto: benedetto Beckham, con lui ho ripreso a far gol di testa...
«Pippo è un giocatore specialissimo, sono fortunato io a giocargli al fianco e a capire al volo i tempi dei suoi movimenti. Lui si fa trovare sempre al posto giusto: il mio lavoro è crossare bene. La meraviglia è che Inzaghi sia così in gamba e capace di far gol decisivi, alla sua età. Ci sta aiutando a vincere molte partite».

Ma perché il Milan visto col Toro non è competitivo per lo scudetto?

«Perché ha avuto sfortuna e perso terreno contro alcune squadre. L’Inter invece ha macinato punti dall’inizio alla fine ed è un merito».

Il calcio inglese domina in Champions ma non con la nazionale: perché?

«Prendete Rooney: gioca 90 minuti senza mai fermarsi, attacca e difende, collabora con il resto della squadra. Ecco la mia risposta: gli inglesi lavorano duramente sul campo, perciò hanno la meglio in Champions. Poi c’è anche la qualità del gioco: la premier league è il torneo più seguito e più spettacolare al mondo. Con la nazionale ci stiamo attrezzando: l’arrivo di Capello è la prima pietra».

Tre allenatori, tre aggettivi per Ferguson, Capello, Ancelotti...

«Sir Alex è stato fondamentale per me: mi ha scoperto che ero un ragazzino e mi ha trasformato in un calciatore di livello, mi ha portato nel Manchester United, a lui mi lega un grande affetto, è stato il mio secondo papà. Per Capello parla la sua storia di allenatore: se gli dai, in termini di impegno, lui ricambia con generosità. Ancelotti unisce i due aspetti: è un ottimo allenatore e un grande uomo, coltiva rapporti straordinari, tutta la squadra stravede per lui».

Anche suo padre Ted è stato decisivo...

«Da bambino lui mi allenava e quando vedeva che andavo nel parco e tiravo calci alla luna mi sgridava e mi correggeva».

Tra Rooney e Pato chi è il più forte?
«Impossibile il paragone, hanno due stili diversi. Rooney lavora sodo, è appena sbarcato in nazionale, con Capello farà grandi progressi. Pato è un talento eccezionale. A volte, durante gli allenamenti, mi fermo ad ammirare la sua velocità e la sua tecnica. Deve capire in fretta che gli errori aiutano a migliorarsi, non vale deprimersi».

È vera la storia di sua moglie Victoria che vuole trasferirsi al castello Sforzesco?
«So dove si trova il castello Sforzesco a Milano ma lei non ha mai detto una cosa del genere. Piuttosto la domanda la faccio io: a chi non piacerebbe abitare in un castello?».

Le signore della Milano bene si contendono la sua presenza a tavola: lo farebbe per realizzare beneficenza nei confronti dell’Abruzzo?

«È stata una tragedia devastante, mi ha colpito nel profondo del cuore. Sono disponibile per qualunque iniziativa che possa aiutare quelle popolazioni così maltrattate dal destino. Per le serate con le signore di Milano devo rispondere: sono sposato».

Caro Beckham, lei è stato ospite di Gordon Brown a Londra: a quando l’incontro con Silvio Berlusconi?

«Spero al più presto. Mi hanno raccontato cose bellissime sul suo conto e sono molto curioso di conoscerlo da vicino».

Come se la cava col suo italiano?

«Non faccio grandi progressi, devo ammetterlo. Riesco a dire “complimenti” all’arbitro, oppure “bravo Pippo” quando Inzaghi segna. Mi salvo dialogando con Maldini in inglese. Poi c’è anche Gattuso: lui parla una lingua tutta sua, ma lo capisco perfettamente».

È sempre convinto di trasferirsi negli Usa a fine carriera?

«Come in tutte le famiglie, alla fine decideranno i nostri figli. Dove loro staranno bene, noi vivremo: io e Victoria ci adegueremo volentieri».

Qual è stata la sua serata più bella?

«La notte in cui, col Manchester, ho vinto la Champions league. Farlo a Barcellona, dove ero stato da bambino in visita al Camp Nou, è stato inebriante».

Caro Beckham, come vuole chiudere l’intervista?
«Con gli auguri a Kakà per il suo compleanno di oggi».


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L'inglese è sempre più innamorato del calcio italiano e gioca le sue carte per non perdere terreno nel prossimo Milan. Il suo staff sta cercando una strada per rescindere il contratto col Galaxy

MILANO, 6 maggio 2009 - Troppo affascinante per non corteggiarla, anche se non si fa parte degli invitati ufficiali. La Champions League, per il Milan, è una bella donna da ammirare. Ecco perché ieri pomeriggio, con un aereo privato, Carlo Ancelotti, David Beckham, Mathieu Flamini, Philippe Senderos e Giuseppe Favalli sono volati a Londra per assistere alla sfida tra l’Arsenal e il Manchester United. L’aria di Champions, oggi, è il ponte tra il passato e il futuro: quello che si è vinto e quello che si desidera ancora vincere. Sono notti, queste, che aiutano a ricaricare le batterie molto di più di tanti allenamenti.
VOCI INGLESI - Logico che i tabloid inglesi si siano scatenati sulla presenza di Ancelotti a Londra. E’ qui per firmare il contratto con il Chelsea... Vedrà sicuramente Abramovich (che due giorni fa, però, secondo le stesse indiscrezioni, era in vacanza in Sicilia sul suo yacht)... E’ un segnale chiaro: sta cercando casa a Londra, vicino a Kensington... La fantasia non ha limiti: possibile che un allenatore che deve firmare un accordo con una società, approfitti dell’occasione per andare a vedere una partita di Champions League e si porta dietro pure quattro suoi attuali giocatori? A meno che nell’accordo con il Chelsea non ci siano pure gli acquisti di Flamini, Senderos, Favalli e Beckham...
MOSSA BECKS - In attesa di preparare la sfida di domenica contro la Juve , al Milan si ragiona per programmare il futuro. Chi entra, chi esce, chi è sotto osservazione, chi piace. I dirigenti sono al lavoro. E, questa è la novità dell’ultimo periodo, sono al lavoro pure gli avvocati di David Beckham: l’inglese vorrebbe ricominciare la stagione in rossonero e non rientrare al Los Angeles Galaxy. La ragione di questo desiderio è semplice: Beckham che, rescindendo il contratto il 30 novembre 2009 con gli americani sarebbe libero di giocare ancora con il Milan dal gennaio 2010, preferirebbe iniziare la nuova stagione a Milanello per non perdere le prime partite di campionato e di Champions League. Becks, per ora, gentilmente nega: «Non c’è alcuna possibilità che torni in Italia prima della fine dell’anno». Logico, visto che il suo scopo, anche per i buoni rapporti che lo legano ai dirigenti californiani, è evitare per quanto possibile di avviare un altro fastidioso romanzone di mercato.
AVVOCATI AL LAVORO - In questo campionato l’inglese è stato schierato da Ancelotti 15 volte da titolare (solo 2 panchine): tanto per fare un paragone Ronaldinho, che è al Milan da luglio 2008, ha disputato 16 gare da titolare. Ciò significa che Beckham è entrato nel cuore del Milan e si è calato perfettamente nella parte. I legali dell’inglese, che stanno a Los Angeles, stanno valutando l’opportunità di una rescissione immediata che, tuttavia, comporterebbe il pagamento di una forte penale. Da considerare anche gli accordi tra Beckham e la Major League Soccer: agli avvocati il lavoro non manca.

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La squadra di Los Angelese supera 3-1 i Red Bulls al Giants Stadium. David non segna e non brilla, ma intanto ha fatto pace con Donovan: "Sono più che felice di essere qui, la squadra ha fatto passi da gigante, abbiamo tantissima qualità con giocatori come Landon"

NEW YORK, 17 luglio 2009 - Il Los Angeles Galaxy va forte: ancora più forte con David Beckham e Landon Donovan. "Sono diventato un coach migliore ora che è tornato David", ironizza Bruce Arena, tecnico della squadra californiana. Fatto sta che, nella notte del rientro del campione inglese, il Galaxy frastorna e supera 3-1 i padroni di casa del Giants Stadium, e dà la misura di quanto sia cresciuta la pallida squadra che nella stagione passata non ha raggiunto neppure i play off.

PROSPETTIVE — Il Galaxy ha battuto i Red Bulls in uno stadio tutt’altro che esaurito: poco più di 23 mila gli spettatori (circa un quarto della capienza dello stadio, mentre per Galaxy-Milan del 19 c'è già il tutto esaurito), era ben diversa l’atmosfera nell’ultima partita giocata da Beckham in serie A. A Firenze c’era lo stadio pieno, qui in New Jersey è un’altra storia, ma Becks, come un attore consumato, rientra subito nella parte. "Sono più che felice di essere tornato, il Galaxy ha fatto passi da gigante, la squadra è migliorata, abbiamo tantissima qualità con giocatori come Landon". Landon è Donovan, l’uomo che negli ultimi tempi gli ha rivolto pensieri tutt’altro che graziosi, ma da un paio di giorni in America va in onda la riconciliazione: la stella della nazionale degli Stati Uniti capace di arrivare in finale di Confederations Cup si presenta in sala stampa insieme al compagno-rivale Beckham. David, logicamente, non fa una piega: lui vive in un altro pianeta. Rispetto a Donovan e rispetto agli altri calciatori mortali.

DOTI — Ma in fondo Becks è sempre umile, simpatico e disinvolto: parla della partita e del rientro negli Stati Uniti e affronta la polemica suscitata dalla pubblicazione del libro di un giornalista americano con il medesimo trasporto. "David è un ragazzo competitivo: gli ho detto che avrebbe giocato un’ora e lui ha cominciato a chiedere di più. Quando entra negli spogliatoi, David è come gli altri e questa è la sua forza", dice il coach Arena. Nel frattempo, Beckham è stato fischiato, ma neppure questo incrina la sua aria serena. "Ha presente quante volte mi hanno fischiato nella vita?". Con una tale dose di tranquillità alle spalle, anche l’America diventa un posto piccolo, da percorrere senza paure.


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Il 34enne David torna a Milano da gennaio in prestito. L'annuncio sul sito ufficiale: "Il Milan e il campione inglese regalano ai tifosi altri sei mesi di una bella avventura". "Giocare al Milan mi aiuterà a partecipare alla Coppa del Mondo", ha detto l'inglese

MILANO, 2 novembre 2009 - Adesso è ufficiale: David Beckham torna ad indossare la maglia del Milan da gennaio. La conferma arriva dalla squadra americana e sul sito del club rossonero: "Ufficiale il ritorno di David Beckham. Il Milan e il campione inglese regalano ai tifosi altri sei mesi di una bella avventura".

galliani soddisfatto — Sarà la seconda esperienza del 34enne inglese in maglia rossonera: tesserato in prestito già lo scorso gennaio, Beckham ha giocato per sei mesi con il Milan, prima di ritornare al Los Angeles Galaxy. A fine stagione le presenze di Beckham con il Milan sono state 20 (18 in Serie A e 2 in Coppa Uefa) con 2 reti, entrambe realizzate in campionato. Arriva il commento dell'ad Adriano Galliani: "Siamo molto felici di rivedere con la maglia rossonera David Beckham dopo la splendida esperienza della scorsa stagione. Siamo sicuri che questo periodo in Europa aiuterà il giocatore a partecipare ai prossimi Campionati del Mondo e a proseguire successivamente la carriera nei Los Angeles Galaxy, ai quali va il nostro ringraziamento per la disponibilità dimostrata".

"MIGLIOR CHANCE PER IL SUDAFRICA" — "Ho bisogno della migliore chance possibile per partecipare alla Coppa del Mondo e giocare in prestito al Milan mi aiuterà a farlo", ha commentato David Beckham dopo l'ufficialità del suo ritorno in prestito al Milan a partire da gennaio. "Mi sono davvero divertito al Milan e aspetto di unirmi di nuovo alla squadra - si legge sul sito dei Galaxy -. Ringrazio Tim Leiweke and Bruce Arena che mi hanno dato questa opportunità. Io sono sotto contratto con il Galaxy e con la MLS nel lungo periodo a sono interessato come prima a far crescere il calcio in America. Voglio a tutti i costi finire la stagione in un modo molto positivo con il mio club vincendo la MLS Cup".

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